Partinico, fruttivendolo ucciso in strada a calci e pugni: arrestati due fratelli

Redazione

Regione - La lite ieri sera dopo un sorpasso

Partinico, fruttivendolo ucciso in strada a calci e pugni: arrestati due fratelli
I due si sono consegnati spontaneamente ai carabinieri di Partinico nella serata di ieri

31 Marzo 2025 - 12:33

Sono in stato di fermo con l’accusa di omicidio preterintenzionale i fratelli Antonino e Leonardo Failla, di 30 e 42 anni, accusati di aver ucciso, dopo un violento pestaggio, Gioacchino Vaccaro, un fruttivendolo di 46 anni. I due si sono consegnati spontaneamente ai carabinieri di Partinico nella serata di ieri.

Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione sarebbe avvenuta in largo Avellone a seguito di una lite stradale. La vittima sarebbe stata picchiata brutalmente dai due fratelli e avrebbe riportato lesioni fatali. Nonostante i tentativi di soccorso, Vaccaro è deceduto in ospedale nella tarda serata di ieri. Anche suo figlio, coinvolto nella rissa, è rimasto ferito, ma non è in pericolo di vita. La Procura di Palermo, che coordina l’inchiesta, ha disposto l’autopsia sul corpo del commerciante per determinare con precisione le cause del decesso. Alcune telecamere di videosorveglianza della zona avrebbero ripreso il pestaggio e le immagini sono attualmente al vaglio degli investigatori.

Dinamica dell’aggressione e versioni contrastanti

Secondo gli inquirenti, Vaccaro si trovava in auto con la moglie e il figlio minore quando è stato superato da uno dei fratelli Failla. Durante il sorpasso ci sarebbe stato un gesto di stizza e il suono del clacson da parte della vittima. Questo avrebbe innescato il diverbio, culminato con il pestaggio mortale. I due fratelli fermati, invece, sostengono di essersi solo difesi e di non essere stati i primi ad aggredire.

Il cordoglio della comunità

La tragica morte di Vaccaro ha scosso profondamente la comunità di Partinico. Il sindaco Pietro Rao ha espresso il proprio dolore: “La vita di ogni individuo ha un valore inestimabile, eppure oggi ci troviamo a piangere la morte di una persona perbene, strappata via per futili motivi. Nessuna giustificazione può spiegare un atto così crudele. Non possiamo tollerare che la violenza diventi la risposta a ciò che non comprendiamo o non accettiamo”. Anche la Cna di Palermo si è stretta attorno alla famiglia della vittima. Pippo Glorioso, segretario dell’associazione, ha dichiarato: “Siamo sconvolti e profondamente addolorati. Confidiamo nel lavoro della Procura affinché venga fatta giustizia. Non si può morire in questo modo, per motivi così futili”. Parole di cordoglio sono giunte anche dal vicepresidente della Cna di Palermo, Mimmo Provenzano, imprenditore di Partinico. L’indagine è ancora in corso e gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare eventuali responsabilità.

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